Perché l'Ungheria è ancora la scelta fiscale più competitiva dell'UE
Nel 2026, l'Ungheria conferma il suo primato come paese con la tassazione societaria più bassa dell'Unione Europea. Con un'aliquota IRES del 9%, nessun altro stato membro si avvicina a questi livelli, rendendo la KFT (Korlátolt Felelősségű Társaság) uno degli strumenti societari più utilizzati dagli imprenditori italiani ed europei per ottimizzare il proprio carico fiscale in modo legale e conforme.
Le principali imposte per le aziende in Ungheria
- Corporate Tax (IRES): 9% — flat rate su tutti gli utili aziendali, senza scaglioni progressivi.
- IVA (ÁFA): 27% — la più alta dell'UE, ma non applicabile alle operazioni B2B intracomunitarie con reverse charge.
- Imposta sui dividendi: 15% — applicabile alla distribuzione degli utili ai soci persone fisiche residenti in Ungheria. Per i non residenti, si applicano le convenzioni contro la doppia imposizione.
- Contributi sociali: ridotti rispetto alla media europea, con aliquote competitive per i lavoratori autonomi e i soci-amministratori.
Novità fiscali 2026: cosa monitorare
Il contesto politico in evoluzione — con il movimento TISZA di Peter Magyar che guadagna consensi — potrebbe portare alcune revisioni al sistema fiscale ungherese nei prossimi anni. Tuttavia, gli esperti concordano che l'aliquota del 9% è un pilastro strutturale dell'economia ungherese, difficilmente modificabile nel breve periodo senza compromettere la competitività del paese.
Tra le aree da monitorare nel 2026:
- Minimum tax globale OCSE (Pillar Two): l'Ungheria è tenuta ad applicare la global minimum tax del 15% per i gruppi con ricavi superiori a 750 milioni di euro. Per le PMI e le holding di medie dimensioni, questa norma non ha impatto diretto.
- Agevolazioni per startup e innovazione: il governo ungherese ha confermato incentivi per le imprese che investono in R&S e digitalizzazione.
- Fondi UE e sussidi: con un possibile riavvicinamento a Bruxelles, potrebbero aumentare le opportunità di accesso ai fondi strutturali europei per le imprese registrate in Ungheria.
Chi può beneficiare della KFT?
La struttura societaria ungherese è ideale per:
- Imprenditori digitali e freelance che fatturano a clienti europei
- Holding familiari che vogliono ottimizzare la distribuzione degli utili
- PMI italiane che cercano una base operativa nell'Europa dell'Est
- Professionisti che vogliono ridurre il carico fiscale mantenendo la residenza in Italia o in un altro paese UE
Conclusione
L'Ungheria nel 2026 rimane una delle destinazioni più interessanti per chi vuole strutturare la propria attività in modo fiscalmente efficiente all'interno dell'UE. La chiave è farlo correttamente, con una struttura solida e una consulenza specializzata.
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